UNICREDITO ITALIANO: contratto di 600 milioni di euro con gli Emirati Arabi per apparati elettronici per l’aeronautica. I maggiori azionisti del gruppo sono: CARIVERONA, C.R.T., CASSAMARCA.
L’UNICREDITO riceve commesse soprattutto nel Golfo Arabo e Persico dove gira un quinto del mercato globale delle armi, ha anche rapporti con India, Marocco, Perù e Nigeria.
Inoltre è associata con l’industria bellica francese THOMSON-CSF., leader dell’elettronica militare, a capitali misti statali e dell’ALCATEL (elettronica–spazio) e quindi con SOCIETE’ GENERAL, settima banca al mondo per attivo.
La THOMSON-CSF partecipa tra l’altro per il 33% del capitale di ELETTRONICA s.p.a., impresa romana dell’imprenditore Fratalocchi, che ha tra gli azionisti FINMECCANICA, holding italiana della difesa.
BANCO AMBROSIANO VENETO: incassa per conto dell’AGUSTA rate di pagamento per parti di elicottero venduti alla Turchia e al Perù.
SAN PAOLO–IMI: da questa banca passano i pagamenti dal Brasile per la fornitura di 50 missili terra-aria ASPIDE (ALENIA–FINMECCANICA).
BANCA DI ROMA (CAPITALIA): sostiene la SEPA s.p.a. nelle operazioni per una fornitura da 15 milioni di euro di sistemi di automazione della propulsione navale al Venezuela. Assieme ad altri gruppi bancari, assicurativi ed industriali vanta il primato nella compravendita di armi: tra il 2002 e il 2003 ha ricevuto 851 autorizzazioni, per un valore di 930 milioni di euro, dal Ministero degli Esteri.
Recentemente ha assorbito la BIPOP-CARIRE di Brescia. B.N.L.: appoggia le esportazioni nel Sultanato del Brunei e in Algeria. Per quest’ultima ha sostenuto la vendita di 5000 pistole mitragliatrici Beretta per circa 1,5 milioni di euro, più velivoli senza pilota MIRACH della METEOR (16 milioni di euro) malgrado esista una legge che vieta la vendita di armi a paesi belligeranti. È impegnata anche nel finanziare l’esportazione di cannoni, missili navali e accessori per Spagna, Malesia e Pakistan.
Annovera 132 paesi di cui ha appoggiato la vendita di armi: dal Bahrain alla Turchia, dal Cile alla Thailandia, dagli Emirati Arabi Uniti all’Argentina e all’Equador.
Nel 2001 risulta la banca che ha ricevuto più commesse dal Ministero degli Esteri Italiano.
BANCA POPOLARE DI BRESCIA: aiuta le esportazioni in Malesia di caccia Mb–339 dell’AERMACCHI.
GRUPPO INTESA: ex Banca Commerciale Italiana accetta commesse verso l’India, il Banghladesh e la Cina. Comprende anche i gruppi COMIT, AMBROVENETO, CARIPLO e SAN PAOLO–IMI che operano con Francia, Turchia, Singapore, Sud Africa, Brasile e Perù.
BANCA ANTONIANA POPOLARE VENETA: appoggia l’esportazione in Algeria di impianti di telecomunicazioni belliche prodotte dall’ALENIA-MARCONI.
Questi sono solo alcuni degli innumerevoli affari che le banche italiane realizzano sulla pelle di decine di migliaia di vittime di guerre decise da stati che proprio dalle banche traggono linfa vitale.
Tali affari sono possibili anche grazie al denaro depositato da tutti noi che, oltre ad essere sottoposti ad un vero e proprio strozzinaggio legalizzato, ci rendiamo inconsapevolmente responsabili del massacro di intere popolazioni compresa quella irakena.
Le banche non sono altro che l’ennesimo strumento di controllo, sfruttamento e repressione utilizzato da questa società, al pari delle carceri, dei manicomi, degli eserciti, degli apparati di polizia, e in quanto tale va combattuto con ogni mezzo in un ottica di riappropriazione della nostra esistenza.
Sottrarre risorse, boicottare, sabotare questo apparato di sciacalli significa interrompere un sistema di morte e distruzione. Attaccare direttamente i santuari della finanza significa distruggere uno dei pilastri su cui si regge l’attuale sistema di dominio.
lunedì 25 febbraio 2008
LE BANCHE A(R)MANO LA GUERRA
Pubblicato da ROOTENGEL alle 13:28
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